LOGO DRONET
 Home | Chi siamo | Convegni | News & Comunicazioni | Pubblicazioni | Newsletter | Video Gallery   
informazioni perinformazioni per studenti e giovani informazioni per genitori e insegnantiinformazioni per operatori delle tossicodipendenze
mail to   feed rss

NOTIZIE E COMUNICAZIONI - Approfondimento notizia
 
03-12-2014
Ansia e depressione, ruolo dei cannabinoidi prodotti dal cervello
Fonte: Cell Report
invia articolo

Titolo originale e autori: Shonesy BC et al. Genetic Disruption of 2-Arachidonoylglycerol Synthesis Reveals a Key Role for Endocannabinoid Signaling in Anxiety Modulation - Cell Report, Published Online: November 26, 2014.


Riportare a livelli normali una molecola endogena che attiva naturalmente i recettori dei cannabinoidi nel cervello, potrebbe alleviare i disturbi dell'umore e d’ansia ed aiutare i consumatori di cannabis a smettere con l’uso, secondo uno studio della Vanderbilt University pubblicato sulla rivista Cell Report.
I recettori dei cannabinoidi (CB) sono infatti attivati da neurotrasmettitori, i cosiddetti endocannabinoidi, naturalmente presenti nel cervello, il più abbondante dei quali è il 2-arachidonoilglicerolo (2-AG), ma vengono attivati anche da cannabinoidi esogeni, come il THC, principio attivo della cannabis. Sachin Patel e colleghi hanno sviluppato topi geneticamente modificati, per avere ridotta capacità di produrre 2-AG nel cervello. Tale modifica conduceva a comparsa di comportamenti ansiosi e, nei topi femmina, anche a comportamenti indicativi di depressione. I ricercatori hanno osservato che facendo tornare a livelli normali il 2-AG, bloccando un enzima che normalmente lo degrada, i comportamenti ansiosi e depressivi scomparivano. Pertanto, ipotizzano i ricercatori, se anche nell’uomo si confermerà che ansia e depressione è correlata a bassi livelli di 2-AG, normalizzare il deficit di questo endocannabinoide potrebbe rappresentare una strategia terapeutica praticabile per il trattamento di questi disturbi.
Inoltre, partendo dal motivo comune di molti soggetti che riportano l’uso cronico di cannabis per alleviare la tensione e l’ansia, ristabilire i normali livelli di 2-AG potrebbe aiutare a contrastare la dipendenza dalla sostanza. L'uso cronico di cannabis, ricordano i ricercatori in una nota dell’università, diminuisce la funzionalità dei recettori cannabinoidi, e dunque in realtà, aumenta l’ansia. Questo può portare ad un "circolo vizioso" del crescente utilizzo di cannabis che porta anche a dipendenza.
Redattore: Staff Dronet
Indirizzo: www.dronet.org
Email: info@dronet.org
 

Torna indietro

Primo Piano

Dipartimento Politiche Antidroga
Presidenza del Consiglio dei Ministri

- Prevention Strategy and Policy Makers (IT, EN, FRA, ESP, ARAB, RUS)
- Principi generali della posizione italiana contro l’uso di droghe (IT, EN)
- Accordo di collaborazione scientifica Italia-USA (IT, EN)
- Dichiarazione DPA collaborazioni scientifiche internazionali (IT, EN)

banner Progetto Comuni Italia

 

Vocabolari
VOCABOLARI

- Alcohol and drug terms - WHO
- Terminology & information - UNODC

 


Oggi i giornali parlano di droga





Home | FAQ's | Site Map | Credits | Help | Informativa sull'utiizzo dei cookie | RSS feed rss
N N D Network Nazionale sulle Dipendenze